martedì 12 aprile 2011

Maroni e il razzismo della Lega: storie di ordinaria follia all'italiana.


Il Ministro dell'Interno è alle prese di una "rogna" non da poco. Come conciliare il razzismo della Lega e della sua base elettorale in vista delle prossime elezioni con l'emergenza migranti? Ci si arrampica sugli specchi e si incrociano le dita in questa ulteriore storia di ordinaria follia tutta italiana.  Il razzismo predicato per anni in tutte le salse e da tanti esponenti della Lega è testimoniato anche da fior fiori di manifesti elettorali che sul tema dell'intolleranza, hanno fatto la fortuna della Lega. "Fuori dalle balle" , "Abbiamo fermato l'invasione", Chi glielo dice ora a Maroni?

sabato 9 aprile 2011

Elezioni Ticinesi in salsa Leghista :" Fuori gli italiani,ci portano via il lavoro"E' la legge del contrappasso, che ce vuò fa'?.

Ecco un esempio di manifesto leghista più a nord della padania.  meditate gente, meditate.....
Quelli della Lega del " fora di ball", i vari Borghezio e Gentilini, i tanti elettori spudoratamente razzisti, si rassegnino. Sono in buona compagnia e tanto vale tenerne conto. C'è sempre qualcuno più a nord di noi e noi,siamo sempre al sud di qualcun altro .  C'è sempre qualcuno più a nord di te che ti dà dell'invasore,che ti vuole al di là della frontiera.... non c'è scampo per nessuno. La stupidità non ha confini e come un'onda anomala, si propaga senza sosta, malgrado i sacchetti di sabbia che tanti volenterosi e sconosciuti eroi continuano a posare per fermarla. A voler "derattizzare" il bel suolo Ticinese dagli italiani ,dai frontalieri,compresi i leghisti nostrani, sono in tanti nella ridente Svizzera, i leghisti più a nord, quelli  oltre frontiera. E' la legge del contrappasso mirabilmente raccontata da Dante, quella che regola la pena commisurata alla colpa commessa. Può essere il contrario della colpa stessa o può essere  per analogia,  ma sta comunque lì a ricordare a tutti che dovremo imparare a riflettere prima di parlare, a essere più misurati nei gesti e nelle azioni. Certo, un pò mi vien da ridere, che effetto fa a quelli della Lega essere paragonati a porci o ratti? Cosa provano ad essere definiti scrocconi e parassiti? Stavolta è toccato anche a loro, "chi di spada ferisce......".

venerdì 8 aprile 2011

“ Il nostro tempo è adesso” 9 Aprile 2011: Se non ora, quando?

Pubblico volentieri e integralmente il comunicato del comitato "Se non ora quando" sull'adesione alle iniziative di mobilitazione previste per il prossimo 9 Aprile su giovani e precariato:" Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta". Se non ora, quando?

Il comitato nazionale Se non ora quando? aderisce alla manifestazione Il nostro tempo è adesso indetta sabato 9 aprile in tutta Italia per sostenere la protesta delle giovani e dei giovani precari, delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi, delle studentesse e degli studenti  senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito.

Vogliamo un paese che rispetti le donne, oggi penalizzate persino più degli uomini dalla precarietà delle condizioni di lavoro: in piena continuità con i temi espressi dall’appello del 13 febbraio e con le proposte avanzate in occasione dell’8 marzo, invitiamo perciò donne e uomini dentro e fuori dai comitati locali a scendere in piazza a fianco delle precarie e dei precari d’Italia.

Il nostro tempo è adesso: la vita non aspetta.
Il comitato nazionale Se non ora quando? 

La buona novella su depositi e scorie nucleari, quelli che la normativa definisce "parchi tecnologici", e non è uno scherzo.

Oggi voglio comunicare una buona notizia. Non potendone più di Berlu and company, mi prendo una pausa di "disintossicazione" anche se le notizie dal solito fronte, sono come di regola  allarmanti e avvilenti. La buona novella di oggi , ci dice che l'Istituto di Vulcanologia e Geofisica comunica ufficialmente di non aver mai avviato indagini relative a stabilire aree idonee allo stoccaggio di scorie nucleari  e sottolinea inoltre che, Lazio e Campania, sono regioni  a rischio con ampie aree ad alta sismicità. La precisazione era obbligatoria poichè, nei giorni scorsi, proprio la responsabile del deposito scorie dell'Istituto, tal Fedora Quattrocchi,aveva dichiarato che Lazio e Campania, presentavano aree potenzialmente idonee per ospitare depositi di scorie nucleari. La studiosa aveva anche definito "fortunate" le due Regioni.  Si, avete capito bene, proprio così, Lazio e Campania "fortunate" per "l'onore" di poter ospitare nel sottosuolo parchi tecnologici di scorie nucleari. Qualche volta la fortuna gira, sembrava dirci  la Quattrocchi, niente privilegi al Nord di Bossi, l'onore era tutto dal Lazio in giù. Mi permetto di far modestamente notare alla  studiosa  in questione che, sebbene i depositi vengano carinamente chiamati "parchi tecnologici", sono in realtà raccoglitori di scorie nucleari e che nessuna passione per il proprio lavoro giustifica le sue parole. Scorie nucleari, capito? Se proprio ci tiene ad essere super fortunata, che se   lo  faccia in casa un parchetto tecnologico su misura solo per lei ,così da poter dire allegramente ogni giorno:" Oh, come sono fortunata".

giovedì 7 aprile 2011

L'ultima battutaccia di Silvio sul marchio di fabbrica che lo rappresenta nel mondo e di di cui è immensamente fiero.

Che cosa ci trova da ridere  alle sue battute resta un mistero.... 
Guardo le notizie e scopro che quelli di Libero scrivono che il "bunga- bunga" farà ricco il Cavaliere. Però......è proprio vero che i soldi vanno a chi non ne ha bisogno! Pare che quel giocherellone di Silvio, non possa fare a meno di sparare battutacce da caserma dovunque si trovi. Questa volta, la platea era il summit sull'emergenza immigrazione. Per "stemperare il clima" - sono parole del giornalista -ecco l'ennesima pessima battuta di infimo ordine. Sorridente, con la tragedia dei migranti che incombe sul Paese e i corpi di uomini, donne e bambini dispersi in mare, per "rallegrare" gli astanti presenti, cosa fa? Raccontato di aver fatto registrare il marchio del bunga-bunga per usarlo in tutte le Regioni, un marchio di fabbrica il suo, di cui va evidentemente fiero. Contento lui, contenti molti altri, resta in me l'amarezza di dover essere rappresentata da costui e un senso di profondo e oramai radicato disgusto verso tutti quelli che ridono con lui.